Geomeccanica Ambientale

Pietro Teatini, pietro.teatini@unipd.it
Massimiliano Ferronato, massimiliano.ferronato@unipd.it
Carlo Janna, carlo.janna@unipd.it
Annamaria Mazzia, annamaria.mazzia@unipd.it
Claudia Zoccarato, claudia.zoccarato@unipd.it
Matteo Frigo, matteo.frigo.3@phd.unipd.it
Laura Gazzola, laura.gazzola.1@studenti.unipd.it

Tematiche di ricerca:
La geomeccanica, ovvero lo studio dell’interazione tra rocce, suoli e i fluidi presenti nel sottosuolo, gioca un ruolo fondamentale in numerosi processi fisici che impattano l’ambiente, le popolazioni e la loro resilienza. Infatti, le deformazioni e le variazioni di tensione nella matrice solida e di pressione nel fluido interstiziale causate da attività antropiche come, ad esempio, il prelievo d’acqua di falda, lo stoccaggio o la segregazione di CH4 e CO2 in formazioni geologiche, la realizzazione di nuove strutture che caricano la superficie del terreno, attività minerarie, la bonifica di terreni costieri ad elevato contenuto organico, o processi naturali quali la sedimentazione e la consolidazione di suoli di recente formazione, possono avere importanti effetti ambientali. Tra questi, i maggiori sono la subsidenza, l’innalzamento del suolo, la formazione di rotture / fessure in superficie, la riattivazione di faglie, eventi di sismicità indotta, la progradazione di una formazione deltizia, l’evoluzione altimetrica degli ambienti lagunari. Le attività di ricerca del gruppo di Geomeccanica Ambientale del Dipartimento ICEA sono focalizzate a migliorare la conoscenza dei meccanismi fisici che governano questi processi, caratterizzandone le peculiarità; a monitorare l’evoluzione dei processi in atto attraverso misure in pozzo, da superficie e con sensori remoti (e.g., utilizzando l’interferometria satellitare SAR); a caratterizzare le proprietà idro-geo-meccaniche, e la relativa incertezza, delle formazioni stratigrafiche interessate dai processi attraverso sperimentazione di laboratorio e di campo; a sviluppare simulatori previsionali allo stato dell’arte e algoritmi di calibrazione diretta e inversa (e.g., assimilazione dati) dei modelli; a quantificare l’evoluzione futura dei processi di interesse in relazione alle forzanti antropiche e naturali quali, lo sovra-sfruttamento delle risorse idriche sotterranee, la gestione di giacimenti per immagazzinare fluidi ed energia  (idrogeno, aria compressa), la diminuzione della disponibilità di sedimenti alla foce dei corsi d’acqua, l’innalzamento del medio mare a seguito dei cambiamenti climatici.


Parole chiave: Subsidenza e Innalzamento del Terreno, Formazione di Fratture, Riattivazione di Faglie, Sismicità Indotta, Compattazione Naturale e Evoluzione degli Ambienti di Transizione